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Immergersi nei caldi colori dell’autunno: il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Prendersi una pausa dalla vita di tutti i giorni e immergersi in una delle foreste più spettacolari d’Italia è il più bel regalo che ci si possa fare quando l’autunno incalza. D’altra parte “L’autunno è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore” (Albert Camus).

Un soffice tappeto rosso

Da piccola i boschi intorno alla casa di nonna erano il luogo perfetto dove giocare, nascondersi e rincorrere farfalle. D’estate le fronde degli alberi offrivano riparo dal sole e in autunno il fogliame caduto a terra formava un soffice tappeto rosso nel quale affondavo i piedi e li strascinavo facendo più rumore possibile. Le foglie secche preannunciavano le prime brine, i maglioni di lana e le adorate caldarroste.

Il mio tappeto rosso preferito

Anni dopo, durante un viaggio estivo nel New England scopro quanto sia attrattivo qui il fenomeno del foliage. Il Nord America è celebre per l’esplosione di colori autunnali che caratterizza le sue vaste foreste, una calamita per viaggiatori e fotografi da tutto il mondo. Si accende così nella mia testolina l’interesse per l’argomento, e fin da subito mi chiedo dove, in Italia, potremmo fare esperienze simili (senza andare in capo al mondo).

Ale è particolarmente attivo sull’argomento e sul far dell’autunno comincia a pungolarmi con immagini delle faggete più spettacolari d’Italia. Una volta messa a fuoco la meta partiamo, lui focalizzato a fare test fotografici e io felice di passare del tempo a scorrazzare nei boschi, dove potrò calpestare le foglie secche strascinando rumorosamente i piedi, come facevo da piccola.

Le foreste più colorate d’Italia

La nostra destinazione è il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, esteso sull’Appennino Tosco Romagnolo tra le province di Forlì e Arezzo. È senza dubbio il luogo ideale dove recarsi tra la metà di ottobre e l’inizio di novembre per ammirare il tripudio di colori che ne caratterizza le magnifiche foreste.

Per farci un’idea delle varie possibilità prima di partire consultiamo il sito www.parcoforestecasentinesi.it e raccogliamo un po’ di informazioni. Leggiamo che all’interno del Parco esiste una riserva naturale integrale (la prima istituita in Italia nel 1959) dove si trovano le faggete vetuste di Sasso Fratino (oggi Patrimonio Unesco). Riserva integrale significa che ogni tipo di accesso è vietato. Tale forma di tutela serve a preservare una preziosa foresta giunta intatta fino a noi, impervia al punto tale da essere storicamente priva di vie d’accesso e di ogni traccia di presenza umana. Le faggete vetuste resteranno perciò un miraggio, ma sapere che oggi – nell’era in cui tutto è accessibile – esiste in Italia questo luogo inviolabile ha per me del miracoloso!

Oltre a questo, scopriamo che il parco ha una vastissima rete di sentieri ideali per trekking a piedi e per escursioni in bici. Ci sono opzioni per tutti: dall’escursionista allenato al camminatore con andatura turistica. Online si possono consultare le schede informative dei sentieri con i tempi di percorrenza, la lunghezza e il livello di difficoltà. È possibile scegliere tra percorsi di più giorni o più brevi sentieri ad anello, ideali da fare in giornata.

Campo dell’Agio immerso nella nebbia

È interessante inoltre sapere che i boschi coprono circa l’80% del territorio del parco, il che ne fa un’oasi rigenerante dove respirare aria pulita a pieni polmoni. Il corpo e la mente ne trarranno sicuramente beneficio.

Un fine settimana nei boschi

Partiamo così un sabato mattina presto diretti a Bagno di Romagna, piccola e tranquilla cittadina dove faremo base. Da Bagno di Romagna in 20 km di strada piuttosto tortuosa (percorribile in mezzora) si raggiunge Badia Prataglia, e siamo finalmente nel cuore del parco. Qui consultiamo il Centro Visita del Parco dove è possibile:

  • informarsi sulle escursioni organizzate ed iscriversi alle uscite in gruppo;
  • reperire materiale informativo e le mappe dei sentieri;
  • dare un’occhiata al calendario degli eventi locali;
  • farsi dare preziosi consigli dal personale.
Le colline intorno a Badia Prataglia

A Badia Prataglia ci sono anche posticini dove rifocillarsi o fare provviste prima di un’escursione, e una farmacia in caso di necessità. Per una carica energetica immediata è d’obbligo una tappa al Bar Vittoria per un golosissimo caffè alla castagna: in un attimo il buon umore è garantito!

Percorsi da favola

Vi segnalo un paio di bellissimi trekking, si tratta di due percorsi ad anello ideali per fare conoscenza con le foreste Casentinesi.

Le foreste sopra Badia Prataglia: un sentiero di 11 km da percorrere in circa 5 ore (se l’intento è di dedicarvi anche alla fotografia preventivate almeno 1 ora in più). Il tratto in salita attraversa una faggeta così bella da lasciare senza fiato. Se come noi sarete tanto fortunati da essere completamente soli e avvolti dalla nebbia mutevole del bosco, vi sembrerà di vagare in un regno fatato dove vi aspettereste di veder apparire un bianco unicorno a indicarvi la via. Parcheggiate l’auto a Badia Prataglia e seguite il Trek n. 30. Se l’unicorno è mai esistito, non può che aver vissuto qui.

Le foreste sopra Badia Prataglia

Alla Lama scendendo dall’alto: è un altro sentiero di 11 km percorribili 4 ore (pause-foto escluse). Punto di partenza e di arrivo è passo Fangacci. Attraverserete paesaggi mutevoli, incontrerete punti panoramici e piccoli corsi d’acqua. E’ un trekking un po’ insolito perché il tratto iniziale è in discesa e quello finale tutto in salita. La fatica arriva alla fine insomma.

Punto panoramico lungo il sentiero Alla Lama scendendo dall’alto

A proposito, scaricando l’applicazione del Parco e attivando il gps è possibile visionare la mappa del trekking prescelto e la propria posizione lungo il percorso.

Fa bene al corpo e allo spirito

Il Parco Nazionale delle foreste Casentinesi è a mio avviso un luogo speciale perché oltre alla possibilità di fare escursioni nella natura offre anche altri spunti di interesse. Una meta suggestiva da tenere in considerazione, che siate religiosi o meno, è il Santuario de La Verna. Sorge isolato su uno spuntone di roccia proteso verso il cielo ed è circondato da foreste. È uno dei luoghi più spirituali che potrete mai visitare, e raggiungerlo al termine di un cammino nelle foreste circostanti renderà l’esperienza ancora più memorabile. Prima di lasciare il santuario fate un salto all’antica farmacia: i frati la sanno lunga in fatto di rimedi naturali e… di ottimi liquori!

Il santuario de La Verna

Peanuts utili:

  • Le temperature tra metà ottobre e inizio novembre sono ancora miti. Per le escursioni vestitevi a strati ma non in modo troppo pesante.
  • Da metà di ottobre il tripudio di colori è al massimo splendore e i sentieri sono frequentati da numerosi escursionisti. Da inizio novembre l’affluenza è minore, le foglie sono quasi totalmente cadute ma i sentieri sono ugualmente suggestivi.
  • Le date di chiusura delle strutture all’interno del parco possono variare, informatevi presso il Centro Visite (qui i contatti).
  • A Bagno di Romagna abbiamo dormito presso il confortevole Hotel Balneum e per la cena abbiamo scelto l’ambientazione insolita di una chiesa sconsacrata al Cenacolo Santa Lucia.

Nadia Bravo

Da piccola fantasticavo di viaggi immaginari nello spazio e su pianeti sconosciuti. Da grande traccio le mie rotte sulla terra, ogni volta una diversa. Viaggiamo in due: io (quella che studia, pianifica e organizza) e Ale (la mia dolce metà e fotografo di gran lunga migliore di me). Andiamo alla ricerca della bellezza, di nuovi orizzonti e altri punti di vista.

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